Il borgo è adagiato in una fertile pianura con frutteti, campi e prati; sul boscoso versante di destra si trovano vari maggenghi. Da qui parte la strada che porta in Valcamonica (BS) per il Passo del Mortirolo (1852 m), famoso per aver sovente rappresentato la Cima Coppi del Giro Ciclistico d’Italia.
Mazzo, ora paese prevalentemente agricolo, fu molto potente, in quanto capoluogo della più antica pieve...
Il borgo è adagiato in una fertile pianura con frutteti, campi e prati; sul boscoso versante di destra si trovano vari maggenghi. Da qui parte la strada che porta in Valcamonica (BS) per il Passo del Mortirolo (1852 m), famoso per aver sovente rappresentato la Cima Coppi del Giro Ciclistico d’Italia.
Mazzo, ora paese prevalentemente agricolo, fu molto potente, in quanto capoluogo della più antica pieve di Valtellina e sede delle più importanti famiglie della Valle, dai Venosta, ai Quadrio, ai Lavizzari. Ebbe anche una notevole vita intellettuale; nel 1525, prima di diventare Papa, Pio IV (Gianangelo de’ Medici) fu arciprete di Mazzo; qui visse Pier Angelo Lavizzari di Vervio, fondatore della moderna storiografia valtellinese.
Da visitare sono la chiesa arcipretale di Santo Stefano, già ricordata nel 795, il palazzo Visconti Venosta con lo splendido porticato; il battistero di S. Giovanni Battista (forse già tempio pagano), la chiesa di S. Maria, palazzo Lavizzari e palazzo Quadrio; in contrada Pedenale sorge l’omonima torre, in ottimo stato di conservazione, che faceva parte di uno dei tanti castelli e postazioni fortificate eretti a difesa della zona. In località Vione si erge la chiesa di S. Abbondio, una delle più suggestive della pieve di Mazzo, la cui costruzione pare risalire al XV sec.
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