Torre Canavese
Sovrastato dalle imponenti costruzioni del centro storico, Torre Canavese si distende sul declivio di un colle, estrema propaggine occidentale dell'anfiteatro morenico di Ivrea.
Il luogo è seducente.
Lo testimonia il fatto che le maggiori famiglie del Canavese, dai San Martino agli Antoniono, dagli Stria ai Roddi di Cinzano ai Balbo di Vinadio, se lo contesero per secoli; intanto generazioni di...
Sovrastato dalle imponenti costruzioni del centro storico, Torre Canavese si distende sul declivio di un colle, estrema propaggine occidentale dell'anfiteatro morenico di Ivrea.
Il luogo è seducente.
Lo testimonia il fatto che le maggiori famiglie del Canavese, dai San Martino agli Antoniono, dagli Stria ai Roddi di Cinzano ai Balbo di Vinadio, se lo contesero per secoli; intanto generazioni di contadini generosi e testardi lo trasformavano in un giardino di vigneti a terrazza, di campi coltivati, di boschi amorevolmente curati.
Le sue case sono oggi impreziosite da un centinaio di pitture dei maggiori artisti dell'ex Unione Sovietica e del Canavese.
In questo spazio ricco di reperti di epoca romana e di antiche torbiere, mescolati e confusi con il verde del bosco e l'azzurro del cielo, si respira un'atmosfera idilliaca. Il grande poeta crepuscolare canavesano Guido Gozzano, che dalla raccolta bellezza del luogo, trasse ispirazione per le visioni eteree e sfumate dell'abbaino secentesco della signorina Felicita.
Testo: Comune di Torre Canavese
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